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Campione del mondo 100cc a Estoril nel 1974. La carriera dei record in F1 venne dopo.
Estoril, 1974. Un ventenne di Padova porta una Birel-Komet sul tetto del karting mondiale, con un giovane americano di nome Eddie Cheever a inseguirlo fino al traguardo. Nel giro di tre anni entrambi sarebbero stati in Formula 1 — ma il titolo nel karting arrivò prima, e per Riccardo Patrese fu la fondazione su cui poggiò tutto il resto.
Patrese salì su un kart a nove anni e passò più di un decennio nello sport, emergendo dalla scena italiana ferocemente competitiva di fine anni Sessanta e primi Settanta. Questo era il cuore dell'età d'oro dei 100cc: kart a presa diretta, niente frizione, niente cambio, e griglie dove un decimo di secondo copriva l'intera prima fila. L'Italia era il centro manifatturiero dello sport, e i sedili ufficiali in squadre come la Birel erano i volanti più ambiti del karting.
Il Mondiale 1974 a Estoril fu la ricompensa. Patrese, su telaio Birel e motore Komet — la stessa combinazione che aveva portato Terry Fullerton alla corona del 1973 — batté Cheever per il titolo, con il pluricampione belga Francois Goldstein terzo. Un anno, due futuri piloti di gran premi sul podio: il nastro trasportatore dal karting alla F1 girava già a pieno regime molto prima che gli anni Novanta lo rendessero famoso.
La precisione sotto pressione. I kart 100cc dell'epoca non perdonavano — troppa poca velocità in curva e il motore si sedeva; troppa e finivi nell'erba. I piloti che vincevano titoli mondiali erano quelli capaci di girare al limite per un'intera finale senza un solo giro sporco, e Patrese costruì la sua reputazione esattamente su quella costanza da metronomo. Non è un caso che la sua generazione kartistica — Fullerton, Cheever, Goldstein, e le stelle emergenti alle loro spalle — venga ancora citata come una delle più forti mai riunite. Battere quel campo a 20 anni, da italiano in un'industria dominata dagli italiani con tutte le aspettative che ciò comportava, marchiò Patrese come qualcosa di speciale.
Il titolo 1974 di Patrese conta per la storia del karting per ciò che venne dopo. Saltò quasi direttamente dai kart verso le monoposto e nel 1977, a 23 anni, era in Formula 1 con la Shadow. Ci rimase 17 stagioni — Arrows, Brabham, Alfa Romeo, Williams, Benetton — vincendo sei gran premi e chiudendo vicecampione del mondo 1992 con la Williams a 38 anni. Le sue 256 partenze in gran premi rimasero il record assoluto per 19 anni. Per il karting, resta una delle prove più limpide e più antiche che un titolo mondiale in kart si traduce: il mestiere imparato nelle finali 100cc scalò fino alla vetta dello sport. Ogni protagonista dell'OK moderno che sogna la stessa strada, e ogni nome oggi nei ranking mondiali, segue un percorso che Patrese contribuì a tracciare mezzo secolo fa.
Fonti: Wikipedia: Riccardo Patrese · Wikipedia: Karting World Championship (winners list)